Sabato 27 aprile, a partire dalle ore 10:30, presso il Palazzo della Cultura di Breno (BS) si terranno, aperte al pubblico: la cerimonia di premiazione, l’inaugurazione della mostra itinerante, la presentazione del catalogo e una restituzione dei progetti vincitori.

Alla call hanno risposto in oltre 60 tra progettisti e studi di progettazione, operanti in tutto l’arco alpino, in prevalenza italiani ma con candidature interessanti da Austria, Slovenia e Svizzera. In totale sono pervenuti 87 progetti: 29 per la sezione di architettura per le comunità e 58 per la sezione di architettura riguardante progetti privati. Di questi, ben 79 sono stati giudicati ammissibili (tutti raccolti a catalogo). Molti progetti recuperato corpi edilizi abbandonati o fatiscenti, spesso di carattere rurale, altri hanno migliorato la funzionalità di edifici sottoutilizzati o di strutture e spazi urbani mediante riconversioni interne, ammodernamenti o piccoli ampliamenti.

La giuria ha ritenuto di premiare due progetti per ogni sezione e assegnare nove menzioni, oltre ad altri progetti segnalati che hanno ottenuto uno spazio particolare nel catalogo, a testimonianza dell’alta qualità diffusa dei progetti pervenuti e della filosofia del Premio, evidente dalle considerazioni formulate dalla giuria.

  


 

Sezione ARCHITETTURA MINIMA PER LE COMUNITA’

PREMIO

DA COSA NASCE COSA | ONE THING LEADS TO ANOTHER Verzegnis (Udine)

arch. Federico Mentil e arch. Fabio Di Qual. Italia

committente: Comune di Verzegnis

Motivazione della Giuria: Riqualificazione di un’infrastruttura di servizio al campo sportivo, che non presentava alcun elemento meritevole di conservazione. Tuttavia, invece di demolire il piccolo fabbricato degli spogliatoi, se ne è concepita la completa riconfigurazione con un budget di spesa contenutissimo. Grazie alla marcata accentuazione della copertura il manufatto diventa elemento riconoscibile nel paesaggio, mentre il rivestimento esterno aggiunge un’ulteriore funzione ricreativa e di aggregazione, attrezzando le pareti come struttura di arrampicata per piccoli. Parimenti, gli interni dimostrano un’eccellente cura sia nelle scelte cromatiche, sia nel sobrio disegno dei dettagli.

Ph: Alessandra Bello

 

PREMIO

CENTRO POLIVALENTE E RESIDENZA PER ARTISTI | MULTIPURPOSE CENTRE AND RESIDENCE FOR ARTISTS   Moncenisio (Torino)

Politecnico di Torino – arch. Antonio De Rossi, Laura Mascino, Matteo Tempestini; Coutan Studio arch. Edoardo Schiari, Maicol Guiguet. Italia

committente: Comune di Moncenisio

Motivazione della Giuria: In un’area montana caratterizzata dalla presenza di manufatti militari degradati e abbandonati da tempo, l’intervento dimostra innanzi tutto una capacità di prefigurare la domanda di progetto, concependo, in chiave di rigenerazione sociale e di apertura di nuovi scenari fruitivi, un presidio per residenze d’artista e spazi d’incontro. Ricorrendo a un approccio ormai collaudato, l’involucro preesistente è stato scoperchiato per inserirvi due volumi scatolari lignei dalla geometria essenziale che richiamano l’archetipo della capanna e definiscono una microcorte centrale di connessione ai due ambienti. Unico altro elemento che connota l’esterno, gli spartani imbotti lignei a sporto marcano le aperture.

 

Per questa categoria sono state inoltre assegnate 5 menzioni:

 

IL NIDO DEL MARTIN PESCATORE Cosio Valtellina (Sondrio) – Marco Ghilotti architetto

Motivazione: L’edificio rurale accoglie nuove funzioni didattiche, a servizio di un lungo percorso naturalistico. Pochi interventi eleganti e di qualità, sia interni che esterni, recuperano e valorizzano sia il piccolo edificio esistente che il luogo, connettendoli e ottimizzando l’uso degli spazi disponibili.

 

CON L’ACQUA E LA PIETRA Gemona del Friuli (Udine) – Studio architetto Sandro Pittini

Motivazione: Recupero ambientale che valorizza luoghi situati lungo un tracciato di origine celtica limitrofo al nucleo antico. Le sistemazioni della fontana di Silans e dell’antico Lavador dimostrano come, con pochi e misurati interventi di ripristino e recupero, sia possibile ridare nuova vita a luoghi cardine del paesaggio, contribuendo a non disperdere la memoria delle comunità.

 

RICOMPOSIZIONI Val Malvaglia (Svizzera) – Studio d’architettura Martino Pedrozzi, Mendrisio

Motivazione: Ricomposizione in forma geometrica e unitaria del pietrame sparso derivante dal crollo di edifici rurali d’alpeggio. Le azioni, manuali e volontarie, intervengono in modo minimo e poetico sulle rovine per ridare riconoscibilità a luoghi dell’abbandono. Il recupero del materiale costruttivo diviene un tumulo edilizio che riunisce parzialmente forma e volume dell’insediamento, conferendo agli antichi manufatti un nuovo equilibrio.

 

RIGENERAZIONE URBANA NEI CENTRI STORICI Tre Ville e Borgo d’Anaunia (Trento) – Mirko Franzoso e Mauro Marinelli, studio franzosomarinelli

Motivazione: Sistema di spazi pubblici ricavati dalla demolizione di un edificio e dalla sistemazione di slarghi e vie di piccoli paesi montani. l progetti si caratterizzano per la capacità di creare relazioni architettoniche tra gli spazi pubblici e il tessuto urbano, che ricompongono presupponendo nuovi usi e offrendo luoghi d’incontro per le comunità. I materiali, di origine locale e utilizzati in modo non mimetico, esprimono un costruire alpino fatto di tessiture, grane, ruvidità e dislivelli.

 

DOVELACQUALAVORA / DOVELACQUARIPOSA  Ledro e Roncone (Trento) – Gianfranco Giovanelli, Mario Giovanelli, Roberto Paoli, Francesco Pezzarossi; studio: Nexus!Associati

Motivazione: Ampliamento di un degradato serbatoio idrico per realizzare una centralina idroelettrica che sfrutta l’acquedotto comunale. Realizzazione di una nuova vasca d’accumulo. Le microarchitetture, precise e geometriche, stabiliscono una relazione con il paesaggio offrendo piccoli luoghi di sosta. Il risultato dimostra come in ogni occasione professionale, anche minuta, sia possibile aggiungere qualità inserendosi nel contesto non mimeticamente e con dignità. Le soluzioni adottate sono modelli replicabili.

 


Sezione ARCHITETTURA MINIMA PER LA PERSONA

PREMIO

MAISON GAUDIN TGG  Anzère Le Grillesses (Svizzera)

Studio savioz fabrizzi architectes. Svizzera

Motivazione della Giuria: Recupero di una baita d’alpeggio in quota, collocata lungo le piste da sci. A meno di un lieve sopralzo della copertura e dell’ampio taglio orizzontale di una finestra a nastro, il preesistente volume in pietrame è stato preservato e valorizzato senza alcuna aggettivazione. All’interno il ricovero su due livelli, completamente rivestito in legno, è intimo, essenziale, confortevole e curato nei dettagli. Laddove un tempo alloggiava il pastore è ricavata la zona giorno, spazio indiviso e affacciato sul panorama della valle sottostante. Nel seminterrato, la stalla è diventata una camerata con sei posti letto disposti su un unico giaciglio.

Ph: Thomas Jantscher

 

PREMIO

CIABOT NININ Gorzegno (Cuneo)

Studio Ellisse architetti. Italia

Motivazione della Giuria: In una radura boschiva, un casolare rurale abbandonato è trasformato in casa per vacanze. La preesistenza muraria in pietrame è stata integralmente recuperata con rigore quasi filologico e senza orpelli, riutilizzando materiali, dalla pietra al legno bruciato, reperiti in situ. Con particolare attenzione ai termini volumetrici e proporzionali, l’ampliamento reinterpreta la tipologia edilizia originaria in modo esemplare, per compatibilità ambientale e per rapporto tra recupero e costruzione ex novo, denotando una delicata vena lirica unita a un’apprezzabile umiltà di approccio.

Ph: Fabio Oggero

 

Per questa categoria sono state inoltre assegnate 4 menzioni:

 

PICCOLO RIFUGIO DI PIETRA  Val di Rezzalo (Sondrio) – Giacomo Menini architetto

Motivazione: Recupero del rudere di una stalla con fienile, tipica dell’edilizia rurale alpina. Assumendo valenza dimostrativa, il progetto realizza la riconversione compatibile e economica di una struttura d’alpeggio diroccata, modificata il meno possibile con l’inserimenti di una cellula abitativa e arredata anche con riciclo di materiali preesistenti, proponendo un abitare frugale consono all’ambiente circostante.

 

TABIÀ COLMEAN Canale d’Agordo (Belluno) – studio: SBSA | Sandri Barbara Smaniotto Andrea architetti associati

Motivazione: Tutelando la struttura originaria, un tipico tabià di inizio XX secolo, un tempo adibito a stalla e fienile, è trasformato in residenza. Il restauro artigianale degli elementi storici, smontati, rimontati e integrati con materiali di recupero, ha consentito di mantenerne il valore ambientale nel paesaggio.

 

NEL MURO Bressanone (Bolzano) – Studio bergmeisterwolf

Motivazione: Il vecchio pollaio di un edificio storico diviene foresteria o ritiro. L’intervento, realizzato in forma artigianale, valorizza la povertà dell’esistente e trasforma un volume residuale in luogo dell’intimità personale. Lo spazio, di quindici metri quadri, è qualificato mediante interventi essenziali: internamente da un leggero design razionale, all’esterno dalla copertura sollevata e da altri, pochissimi, dettagli funzionali individuabili dal leggero contrasto cromatico.

 

A HOUSE FOR FIVE FREE SPIRITS Zgornje Gorje (Slovenia) – arch. Matej Gašperič; studio: BIRO GAŠPERIČ, Architecture, Ltd.

Motivazione: Conversione ad abitazione di un vecchio fienile, ben conservato ma inutilizzato. Il progetto si caratterizza per la capacità d’intervenire entro il volume esistente, mantenuto nelle strutture portanti e nell’aspetto esterno. Solo una terrazza galleggiante e una grande vetrata rendono visibile all’esterno le trasformazioni, precise, adeguate e realizzate in modo partecipato e strettamente legato alle dinamiche di cantiere.